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Secondo l'Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute del Lavoro oltre 40 milioni di lavoratori sono vittime dello stress da lavoro in Europa, con sintomi gastrointestinali, cardiovascolari, allergici fino a disturbi psichici gravi (depressione). L'Agenzia sottolinea che lo stress lavorativo e le patologie che ne conseguono, oltre ad essere un danno per il lavoratore, costituiscono un serio problema per le Imprese e per la collettività, in termini di giorni lavorativi perduti annui (il 50-60%), pari a circa 20 miliardi di euro, senza tener conto dei possibili risvolti penali a carico di Datori di Lavoro e Dirigenti.
Le legislazioni europea ed italiana impongono ai Datori di Lavoro, nell'ambito della più generale valutazione dei rischi, anche la specifica valutazione del rischio da stress lavoro correlato secondo i contenuti dell'Accordo Europeo del 2004 e nel rispetto delle indicazioni della Commissione Consultiva Permanente di cui all'art. 6 del D.Lgs.vo 81/08, pubblicate il 18 Novembre 2010. "Valutare il rischio da stress lavoro-correlato non è semplice" – afferma Emanuela Papa, Psicologa, Responsabile della Sezione di Psicologia del Lavoro di Euronorma) . "in effetti la maggior parte dei metodi utilizzati è finalizzata alla rilevazione e quantificazione del danno (patologie) conseguente ad uno stato di stress, anziché all'effettiva stima del rischio, cioè della probabilità di andare incontro, nel tempo alle patologie da stress".
Per fare un parallelo con un rischio "tradizionale" come il rumore, sarebbe come pretendere di valutare il rischio facendo audiometrie (cioè ricercando le sordità già manifeste) anziché misurare il rumore con il fonometro. Riconoscere le patologie (anche quelle da stress) è compito del Medico Competente aziendale, eventualmente assistito da altri professionisti (nel caso dello stress gli Psicologi)". "Per valutare il rischio" – prosegue Emanuela Papa – " cioè per fare vera prevenzione, adempiendo così al dettato legislativo Europeo e Nazionale, occorre disporre di metodologie in grado di evidenziare eventuali criticità presenti nell'ambiente e nella organizzazione del lavoro che possono costituire fonte di stress e che potrebbero, se non adeguatamente identificate, aggredite e risolte, produrre nel tempo patologie a carico dei lavoratori. E' precisamente questa la funzione del Protocollo Eur&Ka©: il nome è l'acronimo di Euronorma (Società di Servizi alle Imprese in materia di Salute e sicurezza del Lavoro, con sede a Sala Baganza e operativa in tutta Italia, con sedi anche a Milano, Torino, Cagliari, Reggio Emilia e Mantova) e Kairòs (associazione nazionale di psicologi e sociologi che studiano le dinamiche relazionali nelle organizzazioni). Euronorma e Kairos hanno costituito alla fine del 2008 un team esperti espressamente finalizzato allo sviluppo di Protocollo specifico per adempiere al disposto delle legislazioni Europea e Nazionale. Il protocollo Eur&Ka© è stato successivamente aggiornato alla luce dei documenti istituzionali pubblicati. (Indirizzi della Regione Lombardia, Guida Operativa del Coordinamento delle Regioni, Modello Intergrato ISPESL, e rispetta ( e va oltre) i requisiti minimi previsti dagli indirizzi della Commissione Consultiva. " Il Protocollo" – precisa Emanuela Papa– " non è "standard" ma azienda-specifico, è applicabile in tutte le realtà Aziendali, incluse le piccole e Medie Aziende. A partire dal Gennaio 2009 è stato sperimentato in realtà produttive e di servizi, pubbliche e private, coinvolgendo oltre 7000 lavoratori. Recentemente è stata predisposta anche la versione inglese, utilizzata per l'effettuazione della valutazione presso l'Agenzia Europea ETF (European Training Foudation) i cui risultati sono stati presentati il 30 marzo 2011." Le caratteristiche del Protocollo, e le modalità di applicazione sono state illustrate nel seminario che si è tenuto nell'ambito della Fiera Ambiente e Lavoro di Bologna.
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