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Alcol e lavoro: obblighi datori di lavoro, lavoratori, sorveglianza sanitaria, test alcolimetrici, limiti di dose
[15/11/2011]

Si veda la revisione 2014 di questo articolo

autore: Graziano Frigeri

In evidenza:

Seminario "Alcol e Lavoro", 15 Maggio 2014, con crediti ECM (4,8) RSPP/ASPP/RLS (4) valido come aggiornamento lavoratori, preposti, dirigenti Programma e iscrizione

COMMENTI

  • Buongiorno
    Volevo fare alcune considerazioni sulla legge e sui controlli aloolemici in particolare su alcuni tipi di dipendenti. Mi riferisco alle forse dell’ordine, a quelle di Polizia e alla Polizia Municipale / Locale.
    I controlli devono essere fatti a tutti personale d’ufficio compreso?
    Si parla di alcoldipendenza o assunzione anche sporadica?
    Strumento da utilizzare, l’etilometro è idoneo?
    Il rifiuto a sottoporsi cosa comporta?
    Le garanzie previste per il conducente di un veicolo prima di sottoporsi all’etilometro non sono previste per il lavoratore, altresì I controlli alcolimetrici finalizzati a verificare il rispetto del divieto di assunzione non rappresentano accertamenti rientranti tra quelli previsti per la sorveglianza sanitaria dei lavoratori e mancando per l’alcol un provvedimento specifico come quello del 30 ottobre 2007 in materia di accertamento di assenza di tossicodipendenza che indica espressamente, all’articolo 1, l’obbligatorietà della sorveglianza sanitaria per le mansioni che comportano rischi per la sicurezza l’incolumità o la salute propria e di terzi, individuate nell’Allegato I della citata norma.
    Se un accertamento sanitario sui lavoratori non è obbligatorio allora è vietato (Legge 300/1970).
    spero di essere stato chiaro
    in attesa di riscontro porgo Cordiali Saluti

    • Occorre distinguere nettamente tra controlli alcolimetrici ex legge 125/01 e sorveglianza sanitaria per l’alcoldipendenza ex decreto legislativo 81/08′ perché sono due cose diverse.
      Ai controlli alcolimetrici in base alla legge 125/01 e alla Intesa Stato Regioni del Marzo 2006 sono soggetti coloro che hanno l’obbligo del porto d’armi: quindi gli agenti di polizia municipale no, perché non hanno tale obbligo, al contrario ad esempio della Polizia e delle guardie giurate. Circa chi vi sia soggetto, vale lo stesso discorso: chiunque abbia il porto d’armi, anche se lavora in ufficio.
      La sorveglianza sanitaria per l’alcoldipendenza è obbligatoria “nei casi e alle condizioni previste dall’ordinamento” quindi occorre che vi sia un provvedimento configurabile giuridicamente come “ordinamento”, compreso un regolamento aziendale. Dal punto di vista generale attualmente solo la regione Piemonte ha disciplinato la cosa con una delibera di giunta regionale.
      Chi si rifiuta di sottostare al test alcolimetrico o agli accertamenti legittimamente disposti dal Medico Competente è passibile della sanzione prevista per la contravvenzione al disposto dell’art. 20 del D. Lgs.81/08 (arresto fino ad un mese o ammenda da 200 a 600 euro).

  • Sono una insegnante e vorrei chiarezza su questa materia. Ad esempio per i dipendenti del comparto scuola, il dirigente dispone di effettuare controlli medici a tappeto per tutti o solo per quelli per cui nutre evidenti sospetti?Grazie.

    • Buongiorno,

      La materia è chiara: i controlli alcolimetrici, finalizzati all’accertamento del divieto di bere alcolici (legge 125/01) possono essere effettuati dal Medico Competente o dai Medici delle ASL. In nessun caso un Dirigente Scolastico (Datore di Lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08) può disporre controlli alcolimetrici o controlli sanitari in genere. I controlli riguardano non tutto il personale del “comparto scuola” ma solo il personale insegnante, per il quale vige il divieto di bere alcolici. Gli altri (amministrativi, collaboratori) non sono soggetti al divieto, e quindi nemmeno ai controlli.

  • vorrei dei chiarimenti in merito ai controlli alcolemici- premetto che sono una guardia giurata, e che come tale sono uno dei soggetti rientranti nel divieto assoluto di alcol durante il servizio, detto cio’ mi e’ parso di capire dalla lettura degli artt. e del protocollo d’intesa stato regione:

    primo – che il divieto sussiste esclusivamente prima e durante il servizio, non una volta terminato.

    secondo- che non e’ previsto obbligatoriamente l’esame del sangue, ma e’ consigliato l’etilometro, in quanto le leggi in vigore precisano che il controllo e’ effettuato esclusivam. per verificare che non si beva durante il servizio

    Il problema nasce dal fatto che il datore di lavoro effettua i controlli dopo il termine del servizio, anche ore quando il dipendente teoricamente dovrebbe essere libero da qualsiasi potere datoriale, la parte piu’ spiacevole e’ che il personale che effettua i prelievi, sembra non sia tanto capace, e mi comincia a dare un po’ di fastidio che debbano imparare sulla mia pelle, ogni anno mi sono sottoposto agli esami, riportando degli ematomi abbastanza evidenti.

    posso chiedere di effettuare gli esami del sangue in ospedale? Anche a mie spese? E’ diventata una questione di principio!

    grazie per una sua gentile risposta
    saluti

    • Buonasera,

      La legge 125/01 non dice che è vietato bere “durante il lavoro” ma che è vietato bere tout court per tutti i lavoratori che esercitano le mansioni comprese nell’allegato 1 alla intesa Stato Regioni del Marzo 2006. Pertanto quei lavoratori non possono consumare alcol, e in caso di alcolimetria positiva è irrilevante che l’alcol sia stato assunto durante l’orario di lavoro o al di fuori.
      La legge non specifica nemmeno come fare i controlli alcolimetrici. Occorre tuttavia precisare che il Datore di Lavoro non può disporre alcun controllo: sono solo il Medico Competente, o il Medico dell’Asl, che possono effettuare i controlli. Questo vale per qualsiasi accertamento sanitario: i controlli sanitari non sono mai su disposizione del datore di lavoro, ma sulla base di precise disposizioni di legge, che prevedono che solo il medico competente possa disporre accertamenti sanitari. Qualora il datore di lavoro, di propria iniziativa, voglia far controllare l’idoneità del lavoratore, deve rivolgersi all’asl (art. 5 Legge 300/70). La legge 125/01 non specifica se si debbano fare esami sull’aria espirata o sul sangue; qui tuttavia si può fare riferimento all’art. 229 del D.lgs. 81/08 che afferma che “gli accertamenti sanitari devono essere a basso rischio per il lavoratore”. Pertanto è senz’altro da privilegiare l’etilometro.
      I controlli disposti dal Medico Competente (o dal Medico dell’ASL) devono essere effettuati secondo le modalità definite dagli stessi, quindi è il Medico Competente (o il Medico dell’Asl) che stabilisce dove effettuare i controlli stessi.
      Saluti.
      G. Frigeri

  • In caso conduttore di automezzo da trasporto test alcolimetrico negativo, ma con numerosi dati che fanno sospettare una situazione di alcol dipendenza può il medico competente sospendere l’idoneità alla mansione e prescrivere accertamenti finalizzati alla diagnosi di alcol-dipendenza?

    • Buongiorno,
      il test alcolimetrico è finalizzato all’accertamento del rispetto del divieto di assumere bevande alcoliche per i lavoratori che esercitano le mansioni di cui all’allegato I della intesa Stato Regioni del 2006.
      La sorveglianza sanitaria finalizzata all’accertamento dello stato di alcoldipendenza, di cui al comma 4 dell’art. 41, attualmente è possibile solo nella Regione Piemonte, l’unica che ha adottato formalmente, con delibera della Giunta Regionale, la bozza di documento di cui al comma 4-bis, ma ancora non approvato dalla Conferenza Stato Regioni.
      Pertanto al momento attuale nella Regione Piemonte occorrerà applicare le norme specificate nella delibera della G.R., mentre nelle altre Regioni dell’eventuale riscontro di situazioni di alcoldipendenza nel corso della sorveglianza sanitaria effettuata per altri fattori di rischio si dovrà comunque tenere conto ai fini del giudizio di idoneità.

  • nell’ambito della gestione di un bar, il proprietario sospetta che un proprio dipendente BEVA BEVANDE ALCOLICHE.

    che cosa può fare il proprietario

    • I lavoratori del commercio non sono compresi nell’allegato I alla intesa Stato-Regioni del Marzo 2006, pertanto per gli stessi non si applica il divieto di somministrazione e consumo di alcol.
      Il Medico Competente, se nominato in base alla valutazione dei rischi, potrà tenere conto di eventuali problematiche legate all’alcol nella espressione del giudizio di idoneità che tuttavia, è bene ricordarlo, viene formulato con riferimento alla tutela della salute e sicurezza del lavoratore in rapporto ai rischi professionali. Il giudizio del Medico Competente, in pratica, non riguarda la “performance” lavorativa. Qualora il Datore di Lavoro ritenga che le condizioni o il comportamento del lavoratore siano di pregiudizio per il corretto svolgimento della attività lavorativa, può ricorrere alla Commissione Sanitaria ex art. 5 Legge 300/70 presso l’ASL competente.

  • Buongiorno,da circa 20 giorni sono stato assunto dopo 9 mesi di disoccupato da una ditta di trasporti come autista patente C.ieri ho fatto la visita medica di lavoro per droghe e prelievo di sangue.avendo qualche volta esagerato con l’alcool in questi mesi di disoccupato presumo che i valori di emocromo,transaminasi ecc siano al di fuori dei valori,vorrei sapere se ci sono conseguenze per il posto di lavoro,premetto che ho bevuto 3 birre la domenica e fatto il prelievo martedi mattina,non faccio uso di alcol durante gli orari di lavoro

    • Buongiorno,

      Il blog di Euronorma ospita commenti e richieste di chiarimenti di interesse generale. Non sono trattati casi individuali, ne’ vengono effettuate consulenze di carattere medico su problematiche individuali. Le domande da Lei poste vanno rivolte al Medico Competente, che per legge ha l’obbligo di fornire tutte le spiegazioni in ordine alla Sorveglianza Sanitaria e agli esami effettuati.

  • Buongiorno, vorrei sapere se il titolare di un pub-birreria può obbligare un proprio dipendente a sottoporsi a controlli per l’assunzione di sostenze stupefacenti, avendo il sospetto del relativo uso.
    Se non può obbligare il proprio dipendente, cosa può fare e a chi può rivolgersi?
    Grazie

    • Buonasera,

      La risposta è identica a quella fornita il 17 giugno a toso.cecilia. Rimando quindi a quella. Saluti.

  • Buongiorno, seguo il personale nell’azienda in cui lavoro e mi occupo anche di organizzare le visite mediche e le visite di accertamenti AA AT. Capita che i dipendenti siano chiamati ad effettuare gli accertamenti non in orario di lavoro. La mia domanda è se gli accertamenti AA AT debbano essere fatti solo in orario di lavoro o se è possibile organizzarli anche fuori l’orario di lavoro (per esempio capita che gli accertamenti siano al mattino e il turno al pomeriggio o la notte)
    Grazie
    Paola

    • Buonasera Paola,
      Non esiste nessun obbligo di effettuare gli accertamenti durante l’orario di lavoro.
      Tuttavia (art.15 comma 2) le misure di tutela non devono comportare oneri finanziari per i lavoratori.
      Quindi se per ragioni organizzative gli accertamenti si effettuano fuori del normale orario di lavoro,
      il tempo impiegato è comunque orario di lavoro (straordinario) e va retribuito. Ugualmente,
      se dovute, vanno rimborsate le eventuali spese (esempio: spese di viaggio) se le visite
      sono effettuate presso l’ambulatorio del Medico Competente o comunque in sede diversa
      da quella di lavoro.

      Saluti

      Graziano Frigeri

  • Buongiorno,

    il datore di lavoro può rifiutarsi di rimborsare la nota spesa relativa ad un pasto consumato al ristorante, ovviamente durante la pausa pranzo lavorativa, se in essa è contenuta una cifra indicante alcoolici?
    La presenza in nota spesa di dette sostanze, intendo, vale come “assunzione” ?
    Grazie e saluti.

    • La domanda è di carattere “contrattuale” e andrebbe rivolta ad un esperto in materia. Personalmente ritengo che, qualora il lavoratore appartenga ad una categoria per la quale vige il divieto, il datore di lavoro possa rifiutarsi di pagare il costo della bevanda alcolica eventualmente sul conto, ma non il resto del pasto consumato. La nota spesa,comunque, non costituisce prova di “assunzione” di bevanda alcolica (il lavoratore potrebbe in effetti non averla bevuta) ma solo di acquisto, e poiché al Datore di Lavoro è vietata la somministrazione, ritengo che lo stesso possa legittimamente non pagarle il costo della bevanda stessa. Dopodiché sul piano disciplinare entra in ballo il contratto di lavoro.

      Saluti

      G. Frigeri

  • Buon giorno, ringrazio anticipatamente per l’eventuale risposta. Ho un dubbio: l’Università fa parte del comparto scuola. Il MC può predisporre dei controlli randomizzati solo sul personale docente o anche su tutto il personale tecnico-amministrativo?Vorrei inoltre sapere se vi è un valore soglia di alcolimia al di sopra del quale il test viene considerato positivo.se i controlli sono indirizzati solo per il personale docente, è verosimile che in mensa un amministrativo consumi una unità alcolica ( per es 33 cl birra) e un docente nulla? garzie. romina

    • Buongiorno,
      il divieto di somministrazione e assunzione vale solo per il personale docente. Non esiste soglia, il livello riscontrato deve essere zero (non è vietato bere molto, è vietato bere).IL MC può disporre i controlli alcolimetrici solo sul personale per cui vige il divieto.
      Saluti

      G. Frigeri

  • Vorrei una delucidazione, quali sono gli esami che vengono effettuati ai carrellisti?Etilometro o anche esami del sangue CDT ecc.?
    Grazie.

    • Buonasera,
      il protocollo per la sorveglianza sanitaria viene deciso dal Medico Competente, come previsto dall’art. 25 comma 1 lett. b del D.Lgs.81/08.
      Con riferimento all’alcool, al momento la sorveglianza sanitaria per la verifica dello stato di alcol dipendenza è obbligatoria solo nella Regione Piemonte, che ha adottato in proposito una specifica delibera di giunta Regionale. Nelle altre regioni, sempre alla data di oggi, ciò non risulta effettuato per cui mancano “i casi e le condizioni” previsti dall’art. 41 comma 4. Laddove sia effettuata, la diagnosi non si basa su singoli esami che, di per se’, non hanno alcun significato (compresa la CDT) ma su elementi anamnestici, clinici e laboratoristici. Tra questi ultimi, più che la CDT sono significative (ma attenzione: sempre insieme agli altri elementi,mai sa sole!) le transaminasi e la gamma Gt.
      L’alcolimetria è un’altra cosa, non c’entra nulla con la sorveglianza sanitaria per l’alcoldipendenza: serve solo a verificare il rispetto del divieto di assunzione di alcol di cui alla Legge 125/01, che vige anche per i carrellisti, e può essere effettuata dal Medico Competente (e dai Medici dell’ASL) in qualsiasi momento.

  • buongiorno, lavoro in uno stabilimento chimico a rischio d’incidente rilevante ed i lavoratori rientrano nella lista del personale soggetto a controlli per alcool e droghe perchè abilitati all’utilizzo di carrelli elevatori. Nel caso in cui dovesse essere riscontrata l’assunzione di alcool al personale viene interdetto al solo utilizzo del carrello elevatore ma gli può essere permesso il lavoro sugli impianti?

    • Buongiorno,
      l’eventuale inidoneità emessa dal Medico Competente (o dai Medici dell’ASL) a seguito di alcolimetria positiva (controllo ex Legge 125/01) riguarda solo la mansione per la quale il controllo è effettuato, nel caso specifico la guida del carrello.
      L’Azienda peraltro potrebbe autonomamente stabilire misure organizzative e/o disciplinari connesse al mancato rispetto del divieto di assunzione di alcol.

  • Buongiorno, chi è l’organo che può infliggere la sanzione amministrativa prevista una volta che il medico competente accerti la violazione dell’art. 15 della legge 125/01 (divieto di assunzione sostanze alcoliche)?

    • Buongiorno,

      L’Organo di Vigilanza in materia di legislazione sulla Igiene e Sicurezza del Lavoro è sempre l’ASL, anche per le sanzioni amministrative relative alla L. 125/01, nonché il Ministero dei Lavoro nei settori in cui esercita la vigilanza (nel caso specifico, ad esempio, i cantieri edili).

      Saluti

      G. Frigeri

  • Sono un insegnante e vorrei chiedre se il Diriogente scolastico è tenuto a fare dei corsi di formazione su poblema alcol con frequenza obbligatoria per il personale docente e non docente. Se sì di quante ore?
    Grazie.

    • Buongiorno,
      Il Dirigente scolastico, in quanto datore di lavoro ai sensi del decreto legislativo 81 del 2008, È tenuto ad organizzare i corsi di formazione per lavoratori, dirigenti, e preposti, previsti dall’articolo 37 e dagli accordi Stato regioni del 2011. Gli accordi Stato regioni per il settore istruzione prevedono un corso base di 12 ore per i lavoratori, cui vanno aggiunte otto ore per i proposti, ed un corso di 16 ore per i dirigenti. Per tutti l’aggiornamento quinquennale è di sei ore, che diventano 12 per i preposti in quanto devono aggiornarsi sia come lavoratori che come preposti. Nell’ambito dei corsi di base e dei corsi di aggiornamento il tema delle problematiche alcolcorrelate deve essere certamente trattato.

      Graziano Frigeri

  • Vorrei sapere se a fronte di questi controlli sull’assunzione di alcool da parete dei docenti è obbligatorio nominare un “medico del lavoro”. Vorrei inoltre capire se poi questo medico competente nominato dalla scuola può decidere quanti controlli fare sui docenti (a campione? a caso? su tutti?) con conseguente maggior o minore giuadagno da parte sua.
    Grazie dell’attenzione

    • Buongiorno, innanzitutto in una scuola il medico competente dovrebbe già essere stato nominato, almeno per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria del personale amministrativo (videoterminalisti) e dei collaboratori scolastici se addetti, ad esempio, alle pulizie con effettuazione di mansioni comportanti movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi e uso di agenti chimici. Nel merito specifico della domanda: occorre distinguere tra controlli alcolimetrici ex legge 125/01 e sorveglianza sanitaria per l’alcoldipendenza ex D.Lgs. 81/08. Nel primo caso, i controlli alcolimetrici possono essere effettuati dal medico competente oppure dai medici dell’ASL. Anche se qualche ASL dice che che sono obbligatori, la legge dice letteralmente “possono” e non “devono”. Quindi è facoltà del medico competente,se nominato, oppure dei medici dell’ASL stabilire a chi e quando fare i controlli che, ricordo, servono ad accertare il rispetto del divieto di assunzione di alcolici. Laddove la Regione, come in Toscana, Piemonte, Puglia e Friuli Venezia Giulia, ha adottato specifici atti legislativi o regolamentari, vi è l’obbligo di sorveglianza sanitaria per le mansioni a rischio, tra cui quella dell’insegnamento. In questi casi la scuola, ove già non lo avesse fatto per amministrativi e collaboratori, deve nominare il medico competente, e gli accertamenti sanitari finalizzati all’accertamento dello stato di alcoldipendenza riguarderanno indistintamente tutti gli insegnanti: se vi è un obbligo, infatti, questo riguarda tutti. Non esiste la sorveglianza sanitaria “a campione”. In questi casi il medico competente, ove lo ritenga opportuno, potrà contestualmente effettuare il test alcolimetrico per l’accertamento del rispetto del divieto di assunzione.

  • Salve. Scrivo dalla Sicilia precisamente da Messina. Proprio sabato 8 marzo nella mia azienda ospedaliera(Sono un infermiera) il medico competente si è presentato in reparto con l’eTilometro facendo espirare tutti infermieri presenti in servizio nello stesso. Da quello che leggo dalla articolo pubblicato sopra mi sembra legale quello che è stato fatto… ma vorrei sapere se la Regione Sicilia ha aderito. Si parla di altre regioni ma non della mia….grazie

    • Buongiorno,
      la procedura è legale ai sensi della legge 125 del 2001. Non serve, in questo caso, nessuna “adesione” da parte della Regione.

  • Buongiorno, serve un suo parere in merito alle visite sulla sorveglianza sanitaria.
    Lavoro in ufficio, ho effettuato le visite mediche come ogni anno e occasionalmente uso l’auto aziendale, possono obbligarmi ad effettuare il prelievo ematico?

    • Se usa una auto aziendale rientra tra le categorie soggette al divieto di assunzione di alcol, ed è quindi soggetto al possibile controllo mediante etilometria ai sensi della Legge 125/01, che tuttavia non si fa, in prima istanza, con prelievo ematico ma con etilometri che misurano il tasso di alcol nell’aria espirata.
      Il prelievo ematico con determinazione dei vari parametri rientra invece nell’ambito della sorveglianza sanitaria di cui all’art. 41 comma 4 (alcoldipendenza). Tuttavia la suddetta sorveglianza sanitaria deve necessariamente comprendere l’intero complesso di indagini: anamnestiche, cliniche e laboratoristiche: fare solo gli esami di laboratorio non ha alcun significato.

      • Dunque il prelievo ematico è obbligatorio anche se usata saltuarialmente l’auto di servizio?
        Tra l’altro volevo sapere se la Regione Sardegna ha attivato le procedure per la sorveglianza sanitaria visto che nell’aggiornamento di Gennaio 2014 non compare tra le Regioni, dunque non dovrebbe essere obbligatorio o sbaglio?
        Vorrei dei chiarimenti in merito.
        Grazie.

        • Buongiorno,
          come ho specificato nella risposta precedente, il controllo alcolimetrico è obbligatorio, ma non si effettua con il prelievo ematico, bensì con test sull’aria espirata (etilometro). La norma è in vigore dal 2001, per le categorie interessate, su tutto il territorio nazionale.
          Per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria ex art. 41 comma 4 D.Lgs. 81/08 la Regione Sardegna, al momento, non ha attivato una procedura specifica, ma essendo disponibili procedure adottate da altre Regioni, l’opinione prevalente in sede giuridica è che l’obbligo sussista comunque per tutto il territorio nazionale, adottando le linee di indirizzo più recenti, attualmente quelle della Regione Toscana.

  • Salve, vorrei sapere se la dicitura “Addetti alla guida di veicoli con patente B e superiori” si riferisca solo alle persone che fanno il lavoro di autisti o trasportatori o simili, oppure anche alle persone che usano i veicoli per spostarsi sul lavoro, cioè ad esempio un rappresentante che usa la macchina per andare da un cliente.

    • Buonasera,
      la legge va sempre applicata per come è scritta: “addetti alla guida” vuol dire tutti coloro che, per motivi di lavoro, guidano un veicolo. Eventuali esclusioni devono essere espressamente previste, e qui non ce ne sono.

  • Siamo un gruppo di socio lavoratori che presta servizio in un centro assistenziale sociale per diversamente abili. La cooperativa questo anno ci ha chiesto di fare l’analisi cdt scrivendoci nell’ordine di servizio che è obbligatorio. E così?
    Grazie

    • NO, non è così. Ciò che è obbligatorio è il controllo alcolimetrico sull’aria espirata (etilometro) e, se la vostra Azienda è in Piemonte, Toscana, Puglia e Friuli Venezia Giulia, la sorveglianza sanitaria per l’alcoldipendenza. Anche volendo considerarla obbligatoria in tutto il Paese, anche nelle Regioni che non hanno adottato una formale delibera, questa sorveglianza sanitaria deve prevedere tutte queste fasi: visita medica, raccolta di anamnesi (storia personale), risposte a questionari standardizzati (Audit C) e parametri ematochimici (Transaminasi e Gamma GT). Fare solo esami ematici staccati da tutto il resto non solo non è obbligatorio, ma non ha alcun senso. Negli indirizzi più recenti, poi (Toscana) tr ai parametri ematochimici la CDT non è nemmeno prevista, a causa del basso valore predittivo, pari al 45%: significa che su 100 persone con CDT alterata solo 45, forse, sono alcoldipendenti, gli altri 55 l’hanno alterata per altre ragioni. Per questo non si usa nel protocollo e men che meno da sola. Infine, solo il Medico Competente può stabilire quale protocollo e quali esami devono essere effettuati.

  • Buongiorno.
    Pur essendo molto chiara la legge nazionale 125/01 ed il dl 81/08 (anche se ancora incompleto per quanto riguarda la rivisitazione delle condizioni e modalità per l’accertamento della tossicodipendenza e della alcol dipendenza), il dubbio interviene quando si legge la delibera del Friuli. Tale delibera prevede controlli “in ogni caso tutte le mansioni-lavorazioni effettuate nelle aziende” (PUNTO b)VALUTAZIONE RISCHI) contravvenendo a quanto disposto dalla legge 300. Inoltre deroga pericolosamente a quanto previsto dalla 125 (zero alcol) introducendo le soglie previste nel codice stradale. Vale più la legge nazionale o una delibera nazionale? che rischi corre il datore di lavoro seguendo le indicazioni di una delibera regionale? Grazie.

    • Buongiorno,
      innanzitutto vi è da dire che la delibera del Friuli è precedente alla stesura della bozza di intesa Stato Regioni in base alla quale hanno poi adottato le norme Piemonte e Toscana: è presumibile che la Regione FVG riveda presto le norme.
      In merito al secondo quesito: la Legge 300/70 è appunto del 1970, precedente alla riforma del titolo V della Costituzione, che assegna alle Regioni la competenza legislativa nelle cosiddette “materie concorrenti”, tra cui la salute e sicurezza sul lavoro, rispetto alla quale lo Stato fissa i principi generali, mentre le regioni, appunto, legiferano relativamente alla applicazione. Inoltre, nel diritto in caso di conflitto (solo apparente, in questo caso, per le ragioni di cui sopra) tra norme, valgono i principi cronologico (la norma più recente prevale su quella più datata) e di specialità (la norma speciale prevale su quella generale). Per tutto questo, in materia di sorveglianza sanitaria sui lavoratori le norme applicabili sono il D. Lgs. 81/08 relativamente ai principi generali, e le norme regionali relativamente alla applicazione concreta. Quindi il Datore di lavoro rischia se non segue la norma regionale.

  • buona sera,lavoro x una societa’ che effettua rilevamento prezzi presso grande distribuzione,utilizzo auto aziendale come benefit x la quale mi vengono trattenuti ca 200 e mensili,durante il lavoro e negli spostamenti nn trasporto nessuno se nn me stessa,devo effettuare alcol test e droga test??grazie in anticipo

    • Da quello che lei dice il suo lavoro comprende l’utilizzo sistematico dell’auto aziendale, quindi direi che senz’altro rientra tra coloro per i quali vige il divieto di assunzione di alcol, e quindi sottoposta ad alcol test. Il fatto che viaggi sola non è rilevante: la norma serve per tutelare terzi, sia trasportati che altri utenti della strada.

  • Buongiorno, sto per essere assunto con mansione di tecnico commerciale (dipendente tempo indeterminato) presso una ditta che mi darà in usufrutto un auto aziendale. Stasera devo sottopormi a visita medica e mi è già stato anticipato che effettueranno il prelievo del sangue poiché guiderò l’auto aziendale. Vorrei chiedere se questo prelievo è legale e se attraverso esso possano rilevare presenza sia di alcol che di droghe. Grazie in anticipo.

    • Se tra le sue mansioni è previsto l’utilizzo di un’auto aziendale vige per lei il divieto di assunzione di alcol, e l’obbligo di sottoporsi ai controlli sanitari previsti dalla legge (D. Lgs. 81/08 e Legge 125/01) sia per il controllo del rispetto del divieto che per la esclusione di alcoldipendenza. Il protocollo sanitario è deciso dal Medico Competente.
      Se non utilizza mezzi di trasporto per i quali è necessaria una patente C o superiore non vi è obbligo di sorveglianza sanitaria relativa alla assunzione di sostanze stupefacenti e psicotrope, e vige il divieto esplicito di fare accertamenti finalizzati a questo scopo.

  • Il dipendente (qualsiasi dipendete) che si presenti in stato di ebbrezza sul lavoro, deve essere considerato sul piano operativo come qualsiasi lavoratore che in ragione del suo stato (ad esempio evidente malessere) ad insindacabile giudizio del datore di lavoro non sia ritenuto in grado di svolgere le sue abituali attività in sicurezza per se e per gli altri. Il datore di lavoro che non allontanasse il lavoratore dalla mansione a rischio, incorrerebbe nella inosservanza del disposto dell’art. 18 comma 1 lettera c del Decreto Legislativo 81/08. Per questi casi non è necessario l’intervento del Medico Competente. Il Medico Competente, se presente o reperibile, con l’alcolimetria può mettere in evidenza la violazione del divieto di assunzione di alcol durante il lavoro, previsto dall’art. 15 della Legge 125/01, rispetto al quale il Datore di Lavoro può autonomamente adottare sanzioni disciplinari.

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