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PROFESSIONE MEDICO COMPETENTE
[01/10/2014]

I fondamenti del mestiere, la corretta gestione del ruolo, la consulenza globale

di Graziano Frigeri (Medico del Lavoro) e Anna Guardavilla (Giurista), EPC Editore, 416 pagine, Settembre 2014.

Dalla Prefazione degli Autori:

“Quando abbiamo deciso di intraprendere questa avventura, culturale prima ancora che editoriale, sapevamo che sarebbe stato un impegno arduo, ma che ritenevamo necessario ed utile.
L’attuale panorama editoriale in materia è infatti caratterizzato da ottimi trattati di medicina del lavoro (che tuttavia non possono tenere nella debita considerazione i bisogni “giuridici” e pratico-operativi connessi al ruolo e alla professione del medico del lavoro, ed in particolare del “medico competente” come definito dal D.Lgs.81/08), da pregevoli testi ad opera di giuristi (per forza di cose talvolta distanti dall’esperienza sul campo, quantomeno per ciò che concerne la concreta operatività relativa agli aspetti legati alla pratica della medicina del lavoro), da saggi illustrativi ed esplicativi della normativa prevenzionale, che spesso riservano al medico competente non più di qualche paragrafo che si limita ad elencarne gli obblighi, da utili manuali operativi di base ricchi di moduli e modelli di cartelle, di certificati etc.
Mancava, a giudizio nostro e dei tantissimi medici competenti incontrati nel corso della nostra attività professionale e formativa, un “Testo Unico” (absit iniuria verbis) che unificasse principi, metodologie e prassi a partire da punti di vista diversi ma che devono necessariamente convergere verso un percorso più che comune: “unico”, appunto, inteso come unitario.
Non solo: abbiamo voluto accompagnare il medico competente “nuovo” lungo il percorso che concretamente affronta nella professione: quando dà inizio all’attività in sé ovvero all’attività presso una nuova azienda, nei passaggi caratterizzati dalle più significative implicazioni di carattere formale e giuridico, nella concreta gestione delle attività, ordinarie e straordinarie, connesse al proprio ruolo, nei rapporti con gli altri soggetti interni ed esterni all’azienda (datore di lavoro, RSPP, RLS, dirigenti, preposti, lavoratori; organi di vigilanza, INAIL, medici di base, Colleghi universitari ed Ospedalieri, etc.), nella sua operatività all’interno di “sistemi 231” e in generale lungo tutto il suo percorso professionale (e di professionalizzazione), fino al momento della cessazione dell’attività, anche in questo caso sia riferita ad una singola azienda che alla eventuale interruzione della attività professionale in questo campo.
Per chi non ha intenzione di interrompere la propria attività (prima che il tempo costringa al meritato riposo) e per i giovani medici che hanno da poco intrapreso o intendono intraprendere questa non facile ma appassionante professione, in tutto il testo ed in modo particolare nella parte conclusiva, abbiamo cercato di delineare l’orizzonte futuro cui a nostro parere dovremmo tutti guardare: il “Nuovo Medico Competente” o, per dirla con una definizione a nostro giudizio efficace, il “Consulente Globale”.
Per arrivare al “Nuovo Medico Competente”, tuttavia, sia il medico competente “nuovo” che quello operativo da tempo devono prima di tutto essere in grado di assumere ed esercitare pienamente il ruolo che già ora, “hic et nunc”, la legge ed il codice ICOH gli assegnano: questo, soprattutto nell’immediato, costituisce uno degli scopi principali che sottendono a questo nostro lavoro.
Un testo scritto insieme da un medico e da un giurista rappresenta un evento indubbiamente innovativo, il cui contenuto è il risultato “combinato” di oltre 35 anni di esperienza professionale di uno di noi quale medico del lavoro, consulente e formatore, e della ultradecennale (ancorché anagraficamente più breve, tuttavia altrettanto intensa) competenza ed esperienza giuridica, di consulenza e formazione dell’altra nel campo della salute e sicurezza del lavoro.
Abbiamo scelto di non suddividerci i capitoli e i temi, ma di scrivere il libro “a quattro mani”: scelta faticosa, ma che riteniamo giusta e vincente in un terreno in cui gli aspetti tecnico-clinici sono sempre più interconnessi con quelli normativo-giuridici, e viceversa. In alcuni punti del testo il lettori più attenti potranno percepire maggiormente il contributo del giurista, in altri quelli del medico del lavoro, ma abbiamo cercato di mantenere sempre un approccio unitario, ricorrendo ad un continuo confronto lungo il percorso, soprattutto sui temi apparentemente di più difficile integrazione, nell’ottica di indicare una impostazione che fosse sintesi coerente tra norme, etica e codice professionale, e con un occhio sempre rivolto ai problemi connessi con la compatibilità, in termini di concreta operatività quotidiana, con le necessità del medico competente.
La struttura del testo, pertanto, è unitaria: non esistono capitoli esclusivamente “clinici” o “giuridici”: entrambi i punti di vista sono fusi insieme, presenti ed unificati. Unica eccezione, peraltro solo redazionale, è rappresentata dalla circostanza che al termine di ogni capitolo c’è una appendice intitolata “giurisprudenza” in cui sono richiamate, per ogni tema oggetto del capitolo, le due sentenze (integrali) secondo noi più significative su quel tema disponibili alla data di stesura. Quando invece è parso opportuno inserire approfondimenti direttamente all’interno dei capitoli, lo abbiamo fatto mediante riquadri in carattere minore e con sfondo colorato.
Questo testo è scritto in primo luogo per i medici competenti.
Confidiamo peraltro che le tematiche trattate possano riscuotere l’interesse di molti altri soggetti, da quelli più direttamente interessati in relazione al ruolo ricoperto nelle aziende (Datori di Lavoro, Dirigenti, RSPP, RLS-RLST) ai soggetti esterni coi quali il medico competente stesso si deve relazionare (Organi di Vigilanza, INAIL, Patronati, Sindacati, Medici di Base, Medici Specialisti, Medici Legali, Ospedali, Università etc.) fino a giungere a tutti quei soggetti che, in veste di consulenti aziendali, con i medici competenti si relazionano in specifiche situazioni in quanto incaricati di ricoprire particolari ruoli o svolgere determinate attività per le aziende (Psicologi e Sociologi del Lavoro, Esperti di organizzazione aziendale, Consulenti tecnici, Componenti dell’Organismo di Vigilanza 231, Auditor di Sistemi di gestione etc..).
Con un pizzico di presunzione pensiamo che questo testo possa essere utile anche a chi, nell’Università ed in particolare nelle Scuole di Specializzazione, si dedica alla preparazione professionale dei medici competenti e vuole, oltre alla fondamentale ed indispensabile preparazione clinica, fornire anche gli elementi costitutivi di un background tecnico-giuridico-metodolgico, che inevitabilmente sarà affinato con l’esperienza, i cui fondamenti teorici e pratici abbiamo cercato di condensare in questo lavoro.”

autore: Graziano Frigeri

COMMENTI

  • sicuramente è un libro interessante da leggere però non dice come si può averlo e soprattutto quanto costa.

  • Buon giorno Dott. Frigeri..
    scrivo su qs blog perchè ho un dubbio circa la possiibilità di richiedere al medico competetente accertamenti in fase preassuntiva , esempio un drug test perchè trattasi di un futuro carrellista, prima della visita medica e poi in base al risultato procedere alla visita o applicare il resto degli esami.
    Mi esprimo meglio: consiste illecito se il datore fa fare drug test a futuri potenziali assunti in fase preassuntiva e poi la visita viene effettuata successivamente (solo se il risultato è negativo..)? grazie

    • Si, non è legale. Per i carrellisti, cosi come per tutti i lavoratori per cui è obbligatoria la sorveglianza sanitaria, la visita preventiva può essere effettuata anche in fase preassuntiva. Ma il cosiddetto “drug test” da solo non è “visita preventiva”, ma solo una parte della stessa. Qualora il datore di lavoro opti per la visita preventiva in fase preassuntiva, il medico competente applicherà l’intero protocollo sanitario: visita medica comprensiva di anamnesi ed esame obiettivo, esami strumentali se previsti (es: audiometria, spirometria) e, per carrellisti, anche il “drug test”.

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